Progetto Bosnia

Tutti conosciamo la parabola del Buon Samaritano!

Un uomo che andava da Gerusalemme a Gerico, derubato, aggredito e ferito da alcuni malviventi e trascurato dai passanti, "distratti" dai loro impegni, viene soccorso da un Samaritano, un brav'uomo appartenente a un gruppo religioso per il quale tra l'altro i Giudei non avevano molta simpatia.

Il cuore di questo racconto del Vangelo non sta nel fatto di "cronaca nera", l'aggressione del viandante, che troviamo ancora oggi quotidianamente sui giornali, ma nell'intervento del Samaritano, che di fronte alla sofferenza decide di portare aiuto.

Tutti noi possiamo diventare buoni samaritani, ed in modo semplice portare il nostro aiuto a chi è in difficoltà, attraverso l'opera di alcuni volontari, anche a chilometri di distanza.

Viaggi in Bosnia

Almeno una volta all’anno un gruppo di parrocchiani, a volte accompagnati dal parroco, portano personalmente in Bosnia abiti, giocattoli, materiale vario richiesto dalle suore, quanto è stato raccolto nelle varie iniziative frutto della generosità dell’intera comunità parrocchiale ma soprattutto accompagnano nuovi amici che vogliono conoscere in prima persona questa realtà. Chi fosse interessato a vivere questa esperienza di carità può scrivere, per ottenere ulteriori informazioni, al seguente indirizzo mail: probosnia@parrocchia-crespellano-pragatto.it


Gennaio 2019

Ecco la risposta di Suor Kata e delle sue Consorelle inviataci a seguito della nostra visita di quest'anno.
 
 

Gennaio 2018

 

È così siamo partiti anche quest’anno: missione Bosnia 2018 ospiti delle suore Ancelle del Bambin Gesù che ormai hanno una parte nel nostro cuore. Col mitico Ducato, meno carico di materiale (vestiti, cibo, etc), ma occupato da un bel gruppo eterogeneo di 8 persone: i vecchi Alberto e Claudio, il replicante Samuele, e le new entry Stefano, Lorenzo, Cristiano, Elettra e Lisa, partenza di buon mattino verso Gromiljak. L’obiettivo è quello di portare in quei luoghi ancora feriti dalla guerra il nostro affetto, la nostra amicizia e solidarietà con aiuti concreti: adozioni a distanza e denaro frutto di donazioni ed iniziative parrocchiali (mercatini, bomboniere, etc.).

Dopo un viaggio tranquillo e senza problemi all’arrivo a destinazione siamo stati accolti amorevolmente dalle Suore; in noi il desiderio di vivere un’esperienza umana significativa da condivider con tutti i parrocchiani.

Accompagnati pazientemente da Suor Kata, la cui presenza era indispensabile anche per comunicare con le persone del luogo (di croato noi crespellanesi non siamo ancora esperti) abbiamo potuto vivere diverse esperienze.

La visita ad alcune famiglie sostenute con le adozioni a distanza: la famiglia di Josip Kristo, la famiglia di Leonardo Ceko, la famiglia di Petra Strbac e la famiglia di Josipa Lucic. Un incontro emozionante nel quale abbiamo sperimentato un clima di grande accoglienza ed amicizia.

L’incontro con il Cardinale Arcivescovo di Sarajevo, Vinko Pulic, organizzato a sorpresa da suor Kata. Ci siamo sentiti veramente onorati per essere stati ricevuti da un personaggio così rilevante della Chiesa bosniaca. Abbiamo potuto così ascoltare la sua toccante esperienza vissuta durante il periodo della guerra. In questa occasione c’è stata la piacevole sorpresa d’incontrare e salutare suor Lilja responsabile della casa di Gromiljak prima di suor Kata.

Abbiamo incontrato poi le suore e i piccoli ospiti dell’orfanotrofio di Sarajevo (Egipat) che ci hanno deliziato di un sontuoso pranzo conclusosi con una torta magistrale!

Altra piacevolissima sorpresa è stato l’incontro con suor Liberia, temporaneamente presente a Gromiljak, ma in procinto di ripartire per Haiti. Durante la nostra permanenza ci ha raccontato della tremenda situazione di povertà ed indigenza che ancora attanaglia il paese a seguito del terremoto del 2010. In quei luoghi tornerà ben presto per continuare la sua missione.

Alberto e Claudio

 

Vogliamo concludere questo racconto con una testimonianza ed una breve riflessione:

 

"Giunto al terzo viaggio in Bosnia rimango sempre ammirato dall’immensa accoglienza e dignità che caratterizza queste famiglie colpite direttamente e indirettamente dalla guerra."

Samuele

 

Il momento per me più emozionante del viaggio è stato l’incontro con Josip, il bambino “adottato” dal Gruppo Medie e con i suoi famigliari. Josip ha 6 anni ed il più piccolo della famiglia, ha infatti tre sorelle più grandi che però non vivono insieme a lui ed ai loro genitori. Goranka, 17 anni è disabile e si trova in un apposito centro distante qualche decina di kilometri da casa. Daniela e Kristina, 19 e 16 anni hanno vissuto in una struttura che accoglie bambini e ragazzi in difficoltà, poiché lo stato di povertà della famiglia non gli consentiva di mantenerle. Attualmente la sorella maggiorenne è in cerca di lavoro come cassiera.

Arrivati per la visita abbiamo trovato Josip ad accoglierci sulla porta di casa, sorridente e per niente intimorito dalla nostra presenza. Insieme a lui abbiamo conosciuto la madre, attualmente disoccupata e due delle tre sorelle, momentaneamente a casa per le festività. Il padre, che al momento della nostra visita non era in casa, non ha un impiego stabile, ma svolge qualche lavoro occasionale. Il sostentamento della famiglia dipende quindi dai pochi soldi che il padre riesce a portare a casa è dagli aiuti ricevuti attraverso donazioni. Difficilmente dimenticherò quanto provato la mattina del 3 gennaio: all’improvviso tutte le attività svolte dal gruppo medie negli ultimi anni per raccogliere i soldi dell’adozione non erano più destinate ad un bambino bosniaco visto solamente in foto, ma erano per Josip, il bambino vispo e sorridente che stavo abbracciando seduto sul divano di casa sua.

Quando io e gli altri educatori delle medie parlammo per la prima volta ai nostri ragazzi della difficile situazione della Bosnia ci fu detto: “E noi cosa c’entriamo? Come possiamo essere d’aiuto ad una realtà così distante?”

Ecco, la risposta si trova in ogni piccola azione che ciascuno dei ragazzi ha fatto durante le varie attività finalizzate a questo progetto di adozione, dalla preparazione del cartellone “Vendita torte” alla raccolta delle castagne da vendere fuori dalla chiesa. E per tutto questo Josip e la sua famiglia ci ringraziano.

Stefano

 

Gennaio 2016

 

 

Bosnia 2016, 2 - 5 gennaio

Nonostante la bufera gli Amici della Bosnia anche questa volta sono riusciti a portare doni e aiuti a Gromjliak. 

 

Gennaio 2014

 

Bosnia: diario di viaggio 2-4-gennaio 2014

Forse è stata semplice curiosità o magari solo la voglia di interrompere la monotona routine del lavoro che mi ha spinto ad accettare l'invito di mio padre a partecipare al viaggio in Bosnia, organizzato per portare aiuti alle suore di Gromiljak.

Così sono partito insieme a Giorgio,Don Alessandro, Paolo ed Agnese.

Sono partito con gli occhi disincantati di uno che sta fuori dalla Chiesa e che prova per la prima volta a fare un'esperienza del genere.

E ho visto!

Ho visto una realtà profondamente diversa da quella in cui vivo, che ti cattura e allontana nello stesso tempo dal tuo mondo fatto di comodità e scontato benessere, dove magari ogni piccolo inconveniente viene ingigantito e produce insofferenza.

Ho visto famiglie con cinque o sei bambini vivere in spazi angusti e fatiscenti, in cui provano a condurre nonostante tutto una vita dignitosa;

Ho visto i segni della guerra nelle strade e sui palazzi delle città di Sarajevo;

Ho visto cosa lascia dietro di sè l'orrore della guerra, in termini soprattutto di debolezza e fragilità umana.

I miei occhi hanno visto tutto questo, ma manca la cosa più importante!

L'incontro con lo sguardo cristiano, quello vero, autentico.

E' uno sguardo attento e profondo, fatto di luce e di amore.

Così sono gli occhi delle suore di Gromiljak!

Quelle piccole donne, mosse da un'energia straordinaria e da una gioia intensa, per me quasi incomprensibile, mi sono rimaste nel cuore!

Ora sono tornato nella realtà di ogni giorno. Quì,  dove è difficile incontrare persone come loro, benevolenti con chiunque, e accoglienti verso tutti, nessuno escluso, ma questo nuovo anno per me non poteva cominciare in un modo migliore!!!

                 Davide Z.

 

Maggio 2012 - DVD Missione Bosnia

In occasione del viaggio in Bosnia del maggio 2012 è stato realizzato un DVD video a testimonianza della realtà bosniaca. Questo DVD è disponibile presso il punto Caritas di via Sarti. Il ricavato sarà naturalmente devoluto alle suore della Bosnia. Ecco di seguito una sintesi:

Adozioni a distanza

Alcune famiglie e gruppi di persone della nostra parrocchia, venute a conoscenza della difficile realtà della Bosnia, hanno scelto di attivare una ADOZIONE A DISTANZA di un bambino bosniaco. Alcuni di questi parrocchiani hanno potuto incontrare personalmente il bambino adottato e la sua famiglia partecipando ai viaggi organizzati dalla parrocchia.

Sostenere un bambino e la sua famiglia attraverso una ADOZIONE A DISTANZA è possibile facendo riferimento alla

Associazione "Amici della Bosnia" ONLUS

Questa Associazione, costituita nel 2004, già dagli anni '80 aiuta concretamente le suore del Bambino Gesù che operano nella realtà bosniaca, raccogliendo offerte, sottoscrivendo adozioni a distanza, organizzando campi di lavoro estivi e visite di famiglie in Bosnia.

 

Per conoscere meglio le finalità di questa Associazione, per sapere in che modo dare un aiuto all’Associazione, per associarsi, per attivare un’adozione a distanza, per fare una donazione…

www.amicidellabosnia.org

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